L’Iconografia (dal greco eikón, “immagine”, e graphìa, “scrittura”) è una disciplina della Storia dell’Arte e dell’Archeologia che individua pose, gesti e abiti dei soggetti rappresentati, insieme a oggetti, animali e piante che li caratterizzano. La personale Iconographies; Tiny Resistance, Crevices and Other Creatures dell’artista Elena Adamou (Nicosia, Cipro, 1991) compie invece un capovolgimento nel rapporto con gli “oggetti naturali”: al centro di un profondo lavoro di osservazione e di ricerca, troviamo un erbario iconografico di piccole piante la cui esistenza non si riconosce nell’essere corollario funzionale ad alcuna presenza umana.
Quella di Adamou con la Natura, che si riflette nella natura stessa della sua pratica, è una relazione intima con la percezione del tempo come presenza interiore che dà il ritmo alla migrazione e al flusso peregrino delle sue idee. Pertanto, in questo rapporto che mette sullo stesso piano dialogico processi umani e naturali, l’artista passa dal “cosa” al “chi” e ritrae, ormai elevate a soggetti, piante spontanee ed endemiche del Mediterraneo che raccontano storie di autonomia e indipendenza, cresciute tra aride fessure e angoli nascosti lasciati incolti dagli stratificati processi dell’urbanizzazione moderna. Le immagini e le diverse soluzioni narrative scelte per la mostra presentano una varietà di specie all’interno di queste due sole categorie senza intenti di catalogazione, ma mettendone in evidenza una statura che le rende creature mistiche e mitologiche insieme, le cui posture sono vere e proprie forme di resistenza creativa.
L’attitudine sacrale, quasi regale, che le piante assumono nella sapiente e raffinata veste che Adamou cuce per loro attraverso il ricamo, la fotografia e l’installazione site-specific, è un chiaro invito alla contemplazione, un atto meditativo che include in un’unica visione d’insieme l’oggetto osservato e chi osserva invertendone i ruoli: l’oggetto osservato con intensità diviene soggetto che non ha bisogno del nostro sguardo per esistere, scoprendo così una realtà che ci precede, una natura che vede e prevede di stare e restare in mezzo alle crepe della nostra esistenza.
Erica Romano